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Come è Cambiato Il Prezzo Dell’oro Dall’inizio Pandemia

Come è cambiato il prezzo dell’oro dall’inizio pandemia

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Durante la pandemia da covid-19 che ha attanagliato e tuttora influisce pesantemente sulle nostre vite, a cambiare non sono state solamente le nostre abitudini sociali e relazionali, ma anche alcuni aspetti fondamentali legati all’economia, al valore delle cose e ai prezzi delle materie prime o altri beni preziosi. In particolare è interessante vedere come è cambiato il prezzo dell’oro nel corso del tempo, soprattutto adesso che si è più di un anno di distanza dalla cosiddetta corsa del prezzo dell’oro che si è verificata nel luglio del 2020.

In particolare, il dubbio è soprattutto relativo alla domanda che ci si è posti in passato, ovvero se questi aumenti siano giustificabili in virtù di una speculazione eseguita sui mercati da parte di Rossi gruppi e altri investitori. In linea generale è possibile rispondere affermativamente a questa domanda, soprattutto visto il trench che ha visto loro superare i 2000 dollari loncha per poi scendere gradualmente nei mesi successivi, ridimensionando in maniera sostanziale il prezzo.

Questo trend in ribasso non è però rientrato nei prezzi precedenti alla pandemia, anzi il prezzo dell’oro è rimasto molto alto e sicuramente vicino ai massimi storici. Di seguito si troverà una piccola analisi su come aumentata l’evoluzione della richiesta dell’oro durante la pandemia partendo dalla comprensione dell’evoluzione della domanda dell’oro nel trimestre: risulta evidente come se da un lato la nuova produzione di oro è stazionaria, con una produzione totale di 3400 tonnellate, dall’altro lato è aumentata quella di oro riciclato con un totale di 1300 tonnellate in tutto l’anno.

La curva dell’oro e l’evoluzione della domanda durante il culmine della pandemia

Quando la pandemia è arrivata nelle nostre vite, nel marzo 2020 i settori che hanno subito una flessione o una modifica del tutto imprevista sono stati morti. Come è cambiato il prezzo dell’oro è interessante da vedere. Nel periodo di riferimento che va da marzo a settembre 2020, infatti, la domanda di oro che era già modesta si è ridotta leggermente pur rimanendo in linea con quelli che erano i trend degli ultimi tre o quattro anni del settore. Questo aspetto è molto curioso qualche, nello stesso periodo di riferimento, c’è stato l’impatto negativo di tre settori che hanno correlazioni molto strette con loro.

Innanzitutto la gioielleria è drasticamente crollata – non ha aiutato di certo la tendenza sempre più bassa degli utenti a consumare beni di lusso – mentre al contempo le banche centrali degli stati hanno azzerato gli acquisti e il mercato dei lingotti ha avuto un declino rapido. Particolarmente straniante è stato il calo della domanda dei lingotti in quanto, visto che questi solitamente ricoprono il ruolo di safe haven, ci si aspettava una loro salita invece della effettiva contrazione che c’è stata.

Una spiegazione in tal senso, che può dare anche una visione di come è cambiato il prezzo dell’oro durante la pandemia, può trovarsi nel fatto che molte banche asiatiche hanno preferito fare liquidazione di massa delle loro riserve auree per monetizzare le aiutare l’economia: Cina e India sono emblematiche in tal senso. In ogni caso, già da ottobre 2020 il trend è tornato ai ritmi normali.

L’evoluzione della domanda e dell’offerta relativa ai lingotti e alle monete d’oro

Un ruolo particolarmente interessante, fondamentale per analizzare il trend di come è cambiato il prezzo dell’oro durante la pandemia, è stato giocato dalle banche centrali dei vari paesi. Per analizzare bene questa tendenza si deve fare riferimento agli ultimi 18 anni di mercato dell’oro dove è facilmente osservabile come fino al 2008 le vendite di oro erano prettamente ad uso e consumo delle banche centrali occidentali in favore di banche asiatiche, con gli obiettivo quest’ultime di aumentare le loro riserve d’oro al fine di rendere il potere del dollaro sempre meno forte e stringente nelle loro economie.

Da questa sostanziale stabilità ha dunque i motivi per cui il prezzo dell’oro non sono variati tanto va e ricercato in altri punti, ovvero nell’ascesa degli investimenti finanziari chiamati exchange traded funds; secondo i grafici prodotti nel 2020 i flussi di valore fra l’ultimo trimestre dell’anno 2019 è tutto il semestre dell’anno 2020 sono cresciuti a meno 20 punti con una componente molto volatile nei esposta ad azioni e speculazioni finanziarie.

Il ruolo degli etf e le variazioni del titolo del tesoro degli Stati Uniti d’America in relazione alla variazione del prezzo dell’oro durante la pandemia

Flussi economici degli Exchange traded funds mostrano come già da gennaio 2020 ci sono stati grossi capitali in ingresso per aggiungere poi il culmine a luglio, scendendo secondo la progressiva ripresa delle economie di tutto il mondo. Come è facile intuire dalla curva, la progressione a seguito in un certo senso lo sviluppo delle pandemie nei diversi settori del mondo anche se c’è naturalmente una predominanza netta dei mercati del Nord America visto che fino a 65% dei miliardi di dollari etf che si sono fatti sul loro vengono dagli USA.

Si può inoltre analizzare la peculiarità derivante dal fatto che, molte banche centrali, hanno immesso tanta liquidità all’interno del mercato per far fronte alle esigenze dei cittadini stremati dalla mancanza di lavoro e dei pochi guadagni. A scherzare un po’ il mercato dell’oro sono stati anche i Bond governativi, specialmente negli Stati Uniti d’America.

Questi sono però un’arma a doppio taglio nei confronti degli investitori perché investimento classico che si fa nei titoli governativi pone gli acquirenti ad un rischio di inflazione, con queste eventualità che sta diventando davvero molto reale vista la sostenuta ed importante espansione fiscale e monetaria che sta avvenendo: per mettersi al riparo da questa evenienza allora c’è la possibilità di investire in oro, molti di questi soggetti stanno appunto operando in tal senso.

Visto che gli Exchange trades fund proteggono da questo rischio è interessante vedere come è cambiato il prezzo dell’oro analizzando il titolo del tesoro degli Stati Uniti d’America punto dai rendimenti degli UST, analizzati senza l’influenza dell’inflazione, si può vedere come rendimenti reali di questi strumenti siano più bassi di 100 punti e di 130 relativamente per i titoli a medio-lungo termine e per i titoli a lunghissimo termine.

Questi rendimenti sono diventati negativi da aprile 2020 a causa della vendita eseguita da molti possessori del loro capitale attaccato dell’inflazione. Questo fatto ha sancito la sostanziale convenienza di investire in etf sull’oro piuttosto che nei già citati Bond governativi, segnando di fatto una sostanziale stabilità nel prezzo dell’oro.

Adesso che è l’economia degli Stati Uniti d’America sta riaprendo influssi speculativi su questo aspetto si stanno riducendo. In questo senso gli analisti hanno stimato che nel breve termine la struttura della domanda dell’oro dovrebbe attestarsi e ritmi precedenti alla pandemia, con vantaggi non indifferenti su quelli che sono i prezzi anche se le commodities stanno aumentando il loro valore.

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