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L’oro In Carati

L’oro in carati

Oro in carati? Ecco a cosa serve

Quando si parla dell’oro in carati sono sempre tantissimi i dubbi e le domande che sorgono. Ancor oggi molti ritengono che sia uno di quegli argomenti limitati solo e unicamente al settore specifico della gioielleria. La realtà, però, è ben diversa da come sembra prima vista. Anche per delle persone comuni può essere importante conoscere cosa sono i carati dell’oro per fare, per esempio, un acquisto. Inoltre tutti possono capire come riconoscere i carati dell’oro in modo da valutarne il prezzo: non si tratta di un argomento limitato solo ed esclusivamente a tutto ciò che riguarda i gioiellieri. Conoscendo come misurare i carati dell’oro è possibile evitare le possibili fregature da parte di varie persone che potrebbero provare a vendere l’oro con un certo numero di carati a un prezzo più alto. Prima, però, vediamo cosa sono i carati nell’oro.

Carati nell’oro? Ecco perché sono importanti

Come ben si sa, l’oro è un metallo definito come tenero, versatile e facilmente lavorabile. Per questo, affinché possa assumere una precisa forma e durare per molto tempo senza subire modifiche di vario genere, all’oro vengono associati diversi altri metalli che contribuiscono a dare all’oro un’alta durezza e resistenza. Proprio grazie alla presenza di altri metalli l’oro diventa resistente agli urti fisici e all’azione del calore. Il prodotto che viene ottenuto a partire dall’oro fuso insieme ad altri metalli nel campo della gioielleria è definito come una lega. Ovviamente, esiste un gran ventaglio di leghe abbastanza differenti. Tali leghe vengono suddivise in base alla quantità e alla qualità dei metalli impiegati nella loro creazione insieme all’oro e la quantità d’oro usata. In base al rapporto tra la quantità dell’oro e quella di altri metalli usati nella lega esso viene definito come Titolo.

Titolo del gioiello: ecco cos’è

Quest’ultimo va sempre espresso in millesimi per grammi ed è la quantità d’oro contenuta nella lega. In alcuni gioielli che contengono l’oro, questo componente viene chiamato Componente Oro. Di contro il valore di tutto il gioiello viene calcolato dalla somma dell’ora e di tutti gli altri metallo. Per capire meglio il concetto legato al Titolo basta fare un paio di esempi. Spesso sul mercato si può trovare la dicitura Titolo 500. In questo caso s’intende che l’oggetto (o il gioiello) in questione è composto per il 50% da oro e per il 50% da altri metalli. Se il Titolo fosse pari a 750, questo significherebbe che il gioiello in questione è composto per 3/4 dall’oro puro mentre il resto sarebbe composto da altri metalli in grado di rendere l’oro stesso decisamente più robusto. I gioielli che hanno il Titolo pari a 333 o 250 o inferiore generalmente hanno un costo basso, poiché includono poco oro e molti metalli di altro genere.

Carati nell’oro: cosa misurato?

Un carato non rappresenta altro che l’unità di misura del titolo. Un carato corrisponde alla 1/24 di oro puro contenuto in una lega. Sicuramente si tratta di un concetto molto più semplice da capire di quello che sembra a prima vista. Quindi, un gioiello a 18 carati contiene 3/4 di oro puro e il resto di un altro materiale, come l’argento. La proporzione dei gioiello a 18 carati sarebbe 18 di oro puro e 6 di argento, usato per rendere il gioiello stesso più resistente. Per rispettare le normative legislative dello Stato Italiano, ogni produttore deve applicare sul gioiello un marchio che rappresenti il titolo della lega. Altresì bisogna applicare anche un altro marchio che serva anche a descrivere il produttore del gioiello. Il prezzo di un gioiello contenente l’oro viene stabilito unicamente basandosi sulla quantità di carati contenuta nell’oro. Non viene, invece, stimata la lavorazione che da sempre è ritenuta alla pari di un fattore di secondaria importanza. D’altro canto, ovviamente se il gioiello in questione fosse lavorato in un modo molto artistico e particolare, non si potrebbe proprio fare a meno di prestare una grande attenzione anche a tutto ciò che concerne le lavorazioni artigianali. In quei casi il costo di un gioiello dorato potrebbe aumentare ulteriormente.

Carati: quai sono?

Cerchiamo ora di chiarire ulteriormente tutta la questione relativa ai carati. Qualora i carati di un gioiello fossero 9, questo significherebbe che il Titolo include 375 parti di oro su un totale di 1000.La percentuale di oro puro rispetto ad altri metalli inclusi nel gioiello sarebbe del 37,5%. I metalli che possono essere usati per irrobustire il gioiello sono davvero molto variegati: nichel, rame, argento e così via. Un gioiello a 12 carati conterrebbe 500 parti di oro su un totale di 1000. Quindi la composizione totale del gioiello sarebbe così suddivisa: 500 parti di oro puro e 500 di altri metalli. Un gioiello a 14 carati avrebbe 585 parti di oro puro su 1000 (per un totale di 58,5%). E a 18 carati? In questo caso le parti di oro sarebbero 750 su 1000 (75%). Si tratta della caratura molto diffusa in Italia, in quanto i vari produttori cercano costantemente di fornire ai clienti solo dei prodotti con un’elevata percentuale di oro.

Il valore del gioiello in questo caso sale molto. Un’altra caratura molto diffusa è quella di 22 carati, per 916 parti di oro su 1000 (91,6%). Anche in questo caso abbiamo a che fare con dei gioielli di altissima qualità, spesso soggetti anche a delle lavorazioni pregiate. Infine non bisogna dimenticarsi dei gioielli a 24 carati, quelli di oro puro oppure oro fino. In questo caso le parti di oro sono ben 999 sul totale di 1000 per una percentuale pari a 99,9%. In questi casi non si parla quasi mai di gioielli, ma solo di lingotti dorati che vengono tenuti dalle banche e quindi immessi in determinate tipologie di monete. Ovviamente quelli a 24 carati sono i gioielli più cari in assoluto.

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