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CIMI ottiene le certificazioni RJC COP e RJC COC: un passo decisivo per responsabilità e tracciabilità

RJC – Code of Practice (COP)

CIMI S.p.A. annuncia di aver ottenuto la certificazione RJC – Code of Practice (COP), traguardo atteso che consolida in modo formale l’impegno dell’azienda verso una gestione responsabile lungo la filiera dei metalli preziosi. Il Responsible Jewellery Council (RJC) è un’organizzazione internazionale di standard e certificazione che promuove una supply chain del gioiello e dell’orologeria orientata alla fiducia e alla responsabilità; il suo Code of Practices definisce requisiti per pratiche d’impresa responsabili lungo l’intera catena del valore, dalla fase estrattiva fino alla distribuzione.

La COP è articolata in 45 disposizioni e mira a soddisfare obiettivi ampi e concreti: dalla governance e dall’etica aziendale, fino agli aspetti sociali e ambientali che incidono sulla continuità operativa e sulla reputazione del settore. In quanto standard centrale della certificazione RJC, la COP costituisce un riferimento di sistema per la gioielleria e i metalli preziosi ed è indicata come obbligatoria per i membri commerciali del RJC, proprio perché definisce un livello minimo comune di responsabilità e trasparenza.

Sul piano sostanziale, la certificazione COP è costruita come un insieme di requisiti verificabili che coprono in modo sistematico aree chiave quali etica aziendale, tutela dei diritti umani, condizioni di lavoro, e performance sociale e ambientale. Non si tratta quindi di una dichiarazione di intenti, ma di un modello operativo che richiede politiche, ruoli, procedure e controlli coerenti con gli standard RJC, oltre a una gestione strutturata delle non conformità.

A rafforzare la credibilità del percorso, il sistema RJC si fonda su audit indipendenti di terza parte, condotti da auditor accreditati: la verifica considera evidenze documentali, osservazioni in sito e interviste, e può prevedere piani di azione correttiva quando emergono scostamenti rispetto ai requisiti. Questo approccio, basato su verifica e miglioramento continuo, rappresenta uno degli elementi più rilevanti per chi opera in un mercato in cui la fiducia è parte integrante del valore.

Per CIMI, ottenere la COP significa rendere ancora più trasparente, misurabile e documentabile l’insieme delle pratiche che già caratterizzano la cultura aziendale: chiarezza nel rapporto con il cliente, organizzazione dei processi e attenzione alla qualità. La COP, infatti, fornisce un linguaggio condiviso fatto di requisiti e verifiche che facilita il dialogo con clienti, partner e stakeholder, riducendo ambiguità e aspettative non allineate.

Il conseguimento della certificazione rafforza inoltre la capacità di CIMI di supportare controparti industriali e commerciali che richiedono garanzie sempre più stringenti in materia di responsabilità d’impresa, gestione del rischio e sostenibilità. La COP, per definizione, mira a “assicurare” gli stakeholder che un’azienda conduce il proprio business in modo responsabile, contribuendo a proteggere e valorizzare i brand che operano nella filiera dei preziosi.

CIMI ringrazia tutti i collaboratori coinvolti nel percorso di adeguamento e verifica e conferma la volontà di proseguire su questa linea di miglioramento continuo, con l’obiettivo di offrire ai clienti un servizio tecnicamente solido, trasparente e allineato alle migliori pratiche internazionali. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la sede commerciale di Milano tramite la sezione Contatti del sito e approfondire le aree di applicazione della certificazione nel perimetro aziendale.

RJC – Chain of Custody (COC)

CIMI S.p.A. annuncia di aver conseguito la certificazione RJC – Chain of Custody (COC), un riconoscimento che rafforza in modo oggettivo la tracciabilità e l’integrità dei flussi di metallo prezioso lungo la catena di fornitura. La Chain of Custody del Responsible Jewellery Council (RJC) definisce i requisiti per creare e mantenere una catena di custodia dei metalli preziosi “responsabili”, ossia prodotti, lavorati e scambiati secondo criteri verificabili lungo le filiere di gioielleria e orologeria.

A differenza dello standard RJC Code of Practices, che rappresenta la base della certificazione ed è indicato come obbligatorio per i membri commerciali, la COC è descritta come volontaria e “complementare” alla COP: aggiunge un livello ulteriore di garanzia focalizzato sulla gestione del materiale e sulle dichiarazioni di provenienza e percorso lungo la supply chain. Questa distinzione è rilevante: la COP valuta la responsabilità d’impresa nel suo complesso, la COC verifica la capacità di “seguire” il metallo, preservandone status e documentazione.

Secondo l’impostazione RJC, la certificazione COC ha tre finalità: definire un approccio per gestire e commerciare oro, argento e metalli del gruppo del platino in modo pienamente tracciabile e responsabilmente approvvigionato; fornire a clienti e fornitori l’assicurazione su come i materiali sono stati sourced, tracciati e processati lungo la filiera; e creare un elemento distintivo capace di aggiungere valore ai prodotti e di proteggere i brand.

In termini operativi, “catena di custodia” significa controllo: sistemi di registrazione e riconciliazione dei movimenti, verifiche documentali e coerenza tra ciò che viene dichiarato e ciò che viene effettivamente gestito. È un approccio che riduce il rischio di commistioni non intenzionali e rende più semplice dimostrare la storia del materiale. Anche in questo caso, la solidità del risultato è collegata al metodo: il sistema RJC prevede un percorso basato su audit indipendenti di terza parte.

In un contesto in cui il mercato richiede prove, non promesse, la certificazione COC aiuta a trasformare la tracciabilità in un requisito gestibile: procedure, registri e verifiche diventano parte di un sistema replicabile, auditabile e comunicabile in modo corretto.

Per i clienti che integrano criteri ESG nelle scelte di approvvigionamento o che ricevono richieste di trasparenza da brand e stakeholder, la COC offre un vantaggio concreto: permette di documentare come il metallo è stato gestito e di ricostruirne il percorso “dal punto di origine all’uso finale” con evidenze verificabili.

Per CIMI, ottenere la COC è un passo coerente con la propria attività: produzione di lingotti, realizzazione di semilavorati e lavorazione di residui industriali di oro e argento richiedono processi chiari, controlli e documentazione. La certificazione consente di rendere questo impianto ancora più riconoscibile sul mercato, perché basato su uno standard condiviso e verificabile, utile nelle relazioni B2B e nel rafforzamento della fiducia complessiva verso la filiera.

CIMI conferma che la tracciabilità non è un obiettivo “una tantum”, ma un percorso di miglioramento continuo. Per approfondire il significato della certificazione, le sue implicazioni e i servizi collegati, è possibile contattare la sede commerciale di Milano tramite la sezione Contatti del sito e richiedere un confronto tecnico dedicato.

 

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